mostra personale

19.11.2015 13:31

dal 14 al 30 novembre 2015 Mostra personale di scultura "Fuoriuscita" Galleria Civica Pippo Giuffrida

guarda il filmato sul seguente sito:  www.youtube.com/watch?v=gDO-kV8xJMQ

         

      Ho nutrito un particolare amore per la scultura sin da piccolo, ma la mia educazione familiare e mio padre, medico, mi hanno indotto a pensare all'arte come passione da coltivare solo come una sorta di hobby durante il tempo libero.
Sembrava naturale, anzi ovvio, che io dovessi seguire le orme di mio padre e così, per la soddisfazione di tutti ed anche mia, mi sono laureato in medicina.
Mi sono accorto col tempo che la voglia di immergermi nel mondo della materia da plasmare, non era e non è per me solo un “hobby", ma un'esigenza, un istinto, un impulso, che nasce da una realtà che ho sempre sentito dentro di me, nella parte più profonda della mia anima e che viene fuori all'improvviso quasi come un'esplosione.
Non a caso ho iniziato da autodidatta, senza seguire alcuna specifica scuola.
Solo nel 2005 ho conosciuto il maestro Dino Cunsolo ed ho partecipato per un anno ad un suo corso.
Dopo anni in cui scolpivo per me stesso, un giorno ho sentito l’esigenza di mostrare le mie sculture agli altri e mi sono chiesto in che modo dovevo farlo.
Spesso l’umiltà viene confusa con scarsa autostima e allora è meglio manifestare fierezza ma che a sua volta viene confusa con orgoglio, ostentazione, vanità e ambizione!
Le mie sculture, comunque, sono espressione di ciò che la vita mi fa sperimentare sia come medico che, semplicemente, come uomo e per questo io credo di poter affermare che “io sono le mie sculture”.

Esprimersi attraverso l’arte è un modo per comunicare senza barriere e in modo autentico.
Le mie sculture sono per me lo strumento per mostrarmi così come sono senza il carattere dell’orgoglio, dell’ostentazione, della vanità o dell’ambizione ma con il desiderio di un dialogo, di un confronto, di una relazione autentica con gli altri.
Attraverso le mie sculture io desidero solo “raccontare” il mio pensiero e me stesso, quel che sono e ciò a cui credo. 
Non so dire con certezza dove nasce il mio impulso creativo e in particolare l’idea di una scultura e perché decido questa o quell’altra forma.
A volte la visione di ciò che è dentro di me è un po’ più chiara solo quando la scultura è finita ed è in quel momento che mi accorgo che la mia ricerca artistica è direttamente influenzata dal mio vissuto e anche e soprattutto dalla mia “curiosità antropologica” cioè dalla mia ricerca sull’uomo e sulla sua essenza.
Come medico ho sempre cercato di studiare l’uomo nella sua totalità e di intendere ed esercitare la medicina come la medicina della persona, ma nella scienza medica ufficiale non ho mai trovato delle risposte soddisfacenti.
Alcune risposte, invece, le ho trovate nelle cosiddette medicine “alternative” o “non convenzionali” (Omeopatia, Agopuntura, Antroposofia): la persona umana non può essere definita, quantizzata, analizzata attraverso logiche deduttive, interpretative date da una conoscenza che è pur sempre limitata e che a sua volta vuole limitare ciò che non lo può essere.
La vita non la si può definire [dal lat. definire "limitare", der. di finis "confine"], la si può solo vivere per essere, noi stessi, informazione vivente attraverso la costante osservazione in se delle sue manifestazioni.
Come scultore io credo che l’arte ci aiuti ad intuire più facilmente ciò che non si può definire!
Scrutare ed indagare nell’arte significa provare a sentire il mistero di ciò che è oltre il sensibile e di ciò che è al disopra di noi.
Attraverso un processo che parte da lontano in me l’intuizione dell’imponderabile diventa azione che si materializza, come atto finale, in una scultura e di questo processo io mi sento solo uno strumento passivo.
Mi sembra di far posto alle percezioni pure delle cose e alle rappresentazioni della mia anima che, in qualche modo, prendono miracolosamente forma.
Comunque in ogni caso per me forgiare la materia immergendomi in essa, realizzando sculture, è anche un atto terapeutico che mi dà forza, energia, salute.

La convinzione che l’essere umano non potrà mai conoscere se stesso fino in fondo col solo ausilio della ragione mi fa credere che l’arte, il mio immergermi nella materia realizzando sculture e la medicina della persona siano, per me, gli strumenti fondamentali per tentare di conoscere meglio l’uomo e me stesso attraverso la rivelazione di ciò che la razionalità, invece, non riesce a cogliere o ci ha fatto dimenticare.
Ad ogni scultura ho voluto accostare una chiave di lettura, che non vuole, comunque, essere assoluta.
Mi accorgo, infatti, che una volta mostrate le mie sculture, quando sono capaci di suscitare emozioni, sensazioni (nostalgia, rabbia, bellezza, etc.), “diventano vive” e cessano di essere “mie” per vivere una vita propria ed è l’energia spirituale di chi osserva che può vivificarle ed animarle.
L’atteggiamento non può essere, quindi, solo razionale e intellettuale, non si tratta di essere professori di storia dell’arte, ma di realizzare il silenzio che dobbiamo fare dentro di noi per essere capaci di ascoltare e nell’ascolto accogliere l’imponderabile e quella piccola parte di “verità” di cui ognuno di noi è portatore e custode.
Ma per riuscire in questo, io credo che dobbiamo ridimensionarci e abbandonare le nostre false certezze e, ancor più, dobbiamo, sia uomini che donne, riscoprire e stimolare il nostro lato femminile, perché quando si parla di silenzio, di ascolto, di accoglienza, di ragione istintuale, di sensazioni, di amore parliamo di “femminilità”, un dono che noi “maschi” spesso dimentichiamo di avere o addirittura abbiamo vergogna e paura di scoprire!
Proprio in questi momenti si realizza il rapporto interpersonale e l’ascolto intrapersonale: strumenti per una via di fuga (FUORIUSCITA), per non giudicare e non interpretare ma trovare soluzioni…
                                                                 Mimmo Scuderi
 

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